Ode al Presente

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Questo 
presente
liscio 
come una tavola,
fresco,
quest’ora,
questo giorno
terso
come una coppa nuova
– del passato
non c’è una sola
ragnatela –
tocchiamo
con le dita
il presente,
ne scolpiamo 
il profilo,
ne guidiamo
il germe,
è vivente,
vivo,
non ha nulla
dell’ieri irrimediabile,
del passato perduto,
è nostra
creatura,
sta crescendo
in questo 
momento, sta trasportando
sabbia, sta mangiando
nelle nostre mani,
prendilo,
non lasciarlo scivolare,
che non sfumi in sogni
o in parole,
afferralo,
trattienilo
e dagli ordini
finché non ti obbedisca,
fanne strada,
campana,
macchina,
bacio, libro,
carezza,
taglia la sua deliziosa
fragranza di legname
e con essa
fatti una sedia,
intrecciane
lo schienale,
provala,
o anche
una scala!

Sì,
una scala,
sali
nel presente.
gradino 
dopo gradino,
fermi
i piedi sopra il legno
del presente,
verso l’alto,
verso l’alto,
non molto in alto,
soltanto
fin dove tu possa
riparare 
le grondaie
del tetto,
non molto in alto,
non andartene in cielo,
raggiungi
le mele,
non le nuvole,
quelle
lasciale
andare per il cielo, andare
verso il passato.
Tu
sei
il tuo presente,
la tua mela:
prendila
dal tuo albero,
innalzala
nella tua
mano,
brilla
come una stella,
toccala,
addentala e incamminati
fischiettando per strada.


Pablo Neruda

 


Vincerai…

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La vita non è mai sicura

Ogni giorno si fa più dura

E cadono le tue certezze

In mezzo agli angoli del tempo

 

Ma quello che non ti hanno detto

E’ che non c’è un sola via

E tutto il tempo che è passato

Di certo io l’ho sprecato

 

Non lasciare andare un giorno

Senza inseguire un sogno

O prima o poi te ne pentirai

 

Mille sfide incontrerai

Affrontarle tu dovrai

E vedrai che le vincerai

 

Tu Vincerai

 

E la stringerai al tuo petto

Sarà ciò che fa per te

E il tempo che poi passerai

Con lei certo tu non lo butterai

Non lasciare andare un giorno

Senza inseguire un sogno

O prima o poi te ne pentirai

 

Mille sfide incontrerai

Affrontarle tu dovrai

 

E vedrai: alla fine vincerai… Tu vincerai!

 

 

Roberto Romagnoli – Oltre

 

Vi auguro sogni…

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Vi auguro sogni
a non finire
la voglia furiosa
di realizzarne qualcuno
vi auguro di amare
ciò che si deve amare
e di dimenticare
ciò che si deve dimenticare
vi auguro passioni
vi auguro silenzi
vi auguro il canto degli uccelli
al risveglio
e risate di bambini
vi auguro di resistere
all’affondamento,
all’indifferenza,
alle virtù negative
della nostra epoca.
Vi auguro soprattutto
di essere voi stessi.

 


JACQUES BREL

 

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Ma i miei sogni sono lucciole…

lucciole , pensiero, sogni

 

 

“Ma i miei sogni sono lucciole brillanti e vive,
leggere e svolazzanti,
in una gabbia trasparente.
Una trama di cristallo,
costruita ad arte da me stesso
ad ogni disillusione.
Ormai non ci sperano più di uscire e volare
ciò nonostante brillano tanto
e dalla gabbia la luce si vede,

 

e sembra materializzarsi il momento in cui
mani innocenti del bambino che fui
le lasceranno libere nel blu.

 

E dunque brillano più forte

 

soprattutto in certe notti in cui la luna è piccola
o nera e l’aria è fredda…
come in questa d’un inverno rigido e indifferente…”

 

Anton Vanligt, Mai troppo tardi

 

 

lucciole

 

 

Non respingere i sogni …

 

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Non respingere i sogni perché sono sogni.
Tutti i sogni possono
essere realtà, se il sogno non finisce.
La realtà è un sogno.

Se sogniamo
che la pietra è pietra, questo è la pietra.

 

Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
è un sognare, l’acqua, cristallina.

 

La realtà traveste
il sogno, e dice:
“Io sono il sole, i cieli, l’amore”.

 

Ma mai si dilegua, mai passa,
se fingiamo di credere che è più che un sogno.

 

E viviamo sognandola.

 

 Sognare
è il mezzo che l’anima ha
perché non le fugga mai
ciò che fuggirebbe se smettessimo
di sognare che è realtà ciò che non esiste.

 

Muore solo
un amore che ha smesso di essere sognato
fatto materia e che si cerca sulla terra.

 

 


 

Pedro Salinas – La voce a te dovuta-

 

 

Ama quello che fai…

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L’unico modo di fare un ottimo lavoro è amare quello che fai. Se non hai ancora trovato ciò che fa per te, continua a cercare, non fermarti, come capita per le faccende di cuore, saprai di averlo trovato non appena ce l’avrai davanti. E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continua a cercare finché non lo troverai.


Non accontentarti.


Sii affamato.


Sii folle.


Steve Jobs

 1955-2011

 

L’immagine è un mandala trovato sul web

Canti a sole e cielo

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Canti  a Sole e Cielo col tuo canto
la tua voce sgrana il cereale del giorno,
parlano i pini con la lor lingua verde:
gorgheggiano tutti Il uccelli dell’inverno.

Il mare empie le sue cantine di passi,
di campane, di catene e di gemiti,
tintinnano metalli e utensili,
suonano le ruote della carovana.

Ma solo la tua voce ascolto e sale
la tua voce con volo e precisione di freccia,
scende la tua voce con gravità di pioggia,

la tua voce sparge altissime spade,
torna la tua voce carica di viole
e quindi m’accompagna per il cielo.

 

Pablo Neruda

I sogni

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I sogni sono fatti di tanta fatica.
Forse, se cerchiamo di prendere delle scorciatoie,
perdiamo di vista la ragione
per cui abbiamo cominciato a sognare
e alla fine scopriamo
che il sogno non ci appartiene più.
Se ascoltiamo la saggezza del cuore
il tempo infallibile ci farà incontrare il
nostro destino.
Ricorda:
“Quando stai per rinunciare,
quando senti che la vita è stata
troppo dura con te,
ricordati chi sei.

Ricorda il tuo sogno”.


Sergio Bambarén

 

 

 

Cada día es una nueva oportunidad de ser feliz

 

Un sogno dentro un sogno

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 http://benvenutoalmiocuore.myblog.it/media/02/01/580157821.mp3

Questo mio bacio accogli sulla fronte!
E, da te ora separandomi,
lascia che io ti dica
che non sbagli se pensi
che furono un sogno i miei giorni;
e, tuttavia, se la speranza volò via
in una notte o in un giorno,
in una visione o in nient’altro,
è forse per questo meno svanita?
Tutto quello che vediamo, quel che sembriamo
non è che un sogno dentro un sogno.

Sto nel fragore
di un lido tormentato dalla risacca,
stringo in una mano
granelli di sabbia dorata.
Soltanto pochi! E pur come scivolano via,
per le mie dita, e ricadono sul mare!
Ed io piango, io piango!
O Dio! Non potrò trattenerli con una stretta più salda?
O Dio! Mai potrò salvarne
almeno uno, dall’onda spietata?
Tutto quel che vediamo, quel che sembriamo
non è che un sogno dentro un sogno?

 

Edgar Allan Poe