Stringo il cielo tra le dita…

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Stringo il cielo tra le dita

mentre passeggio

per la strada dei ricordi.

Vola il pensiero

sulle fronde della spensieratezza

a scandire le ore del mio tempo

nel filo sottile della vita.

Nelle rotte celesti

della mia fantasia

intreccio ghirlande di sogni

e disegno arcobaleni di speranze.

Mentre volano i pensieri

in un cielo senza nuvole

sento palpitare

più forte il mio cuore.

E stringo sempre più forte

il cielo tra le dita

per non lasciarmi sfuggire

questa dolce illusione.

M.Borgatelli

Ho visto nascere l’arcobaleno…

arcobaleno

 

Ho visto nascere l’arcobaleno

Mentre tutto tace ,

Mentre gli uccelli non cantano.

Nell’aria è nato dal nulla e

mi riporta indietro nel tempo.

Splendeva nei suoi colori,

mentre la natura ha lasciato di piaggere.

Regalando gioia, amore,

Magia e sorrisi eterni .

Irraggiungibile ma tanto vicino

Che potrebbe dipingere il mondo intero.

La foto appartiene a Mario Marcelo Cardozo un caro amico dell’Uruguay

La vita, un cammino…

camino de estrellas

 

 

La vita, una strada, un viaggio di speranza, cercando la felicità.
Camminiamo sempre…
Giorno dopo giorno, notte dopo notte senza renderci mai.
Perché non esiste strada buia, non esiste tenebra, se l’amore c’illumina.
Spesso la marcia sotto le stelle è lunga ma la luce nel cuore sostiene il camminare.

La foto appartiene a Mario Marcelo Cardozo un caro amico dell’ Uruguay.

Il cielo

cielo, azzurro, poesia

-Da qui si doveva cominciare: il cielo.
Finestra senza davanzale, telaio, vetri.
Un’apertura e nulla più,
ma spalancata.

Non devo attendere una notte serena,
né alzare la testa,
per osservare il cielo.
L’ho dietro a me, sottomano e sulle palpebre.
Il cielo mi avvolge ermeticamente
e mi solleva dal basso.

Perfino le montagne più alte
non sono più vicine al cielo
delle valli più profonde.
In nessun luogo ce n’è più
che in un altro.
La nuvola è schiacciata dal cielo
inesorabilmente come la tomba.
La talpa è al settimo cielo
come il gufo che scuote le ali.
La cosa che cade in un abisso
cade da cielo a cielo.

Friabili, fluenti, rocciosi,
infuocati e aerei,
distese di cielo, briciole di cielo,
folate e cumuli di cielo.
Il cielo è onnipresente
perfino nel buio sotto la pelle.

Mangio cielo, evacuo cielo.
Sono una trappola in trappola,
un abitante abitato,
un abbraccio abbracciato,
una domanda in risposta a una domanda.

La divisione in cielo e terra
non è il modo appropriato
di pensare a questa totalità.
Permette solo di sopravvivere
a un indirizzo più esatto,
più facile da trovare,
se dovessero cercarmi.
Miei segni particolari:
incanto e disperazione.


Wisława Szymborska